Vintage Style

Moda, rivoluzione e quarantena

Pubblicato il 23 Aprile 2020 in Vintage Style

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Anche la moda ha subito una inevitabile frenata a causa del Covid-19. Se da un lato è scesa in campo per combattere questa crisi, dall’altro è ferma in attesa di condizioni migliori e sicure per la ripresa della produzione. Uno stop che deve far riflettere e può trovare spunti profondi proprio nella Fashion Revolution Week (20-26 aprile 2020) che punta a un’industria della moda che valorizzi le persone, l’ambiente, la creatività e il profitto in egual misura. E io aggiungo il concetto del tempo, tanto prezioso quanto sottovalutato.

Questa crisi può rappresentare “un’opportunità per rallentare e riallineare tutto – come ha detto Giorgio Armani – un’opportunità per restituire valore all’autenticità”. Questo discorso vale per il lusso ma in generale vale per tutto il sistema moda. È importante ora più che mai restituire il giusto valore alla qualità del lavoro, alle idee creative, alla professionalità delle figure coinvolte nel ciclo produttivo, senza che tutto venga invece fagocitato dal ritmo incessante della fast fashion delle grandi catene. È un’idea di cambiamento impegnativa ma possibile verso un futuro più etico e sostenibile per la moda, non solo per i produttori ma anche per i consumatori.

“Ho sempre creduto in un’idea di eleganza senza tempo, che non è solo un preciso codice estetico, ma anche un approccio al design e alla realizzazione di capi che suggerisce un modo di acquistarli: farli durare. Per lo stesso motivo, trovo assurdo che, nel bel mezzo dell’inverno, si possano trovare abiti di lino nei negozi e cappotti di alpaca in estate, per il semplice motivo che il desiderio di acquistare deve essere soddisfatto immediatamente” Giorgio Armani.