Diario

Il primo market non si scorda mai

Pubblicato il 20 Gennaio 2020 in Diario

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È un po’ come con il primo amore al primo incontro. Eccitazione, tensione, desiderio. E poi il timore di non essere all’altezza, di sbagliare qualche mossa, di non presentarsi al meglio, e in testa un frullatore di domande. Almeno io ero più o meno in questo stato a quell’appuntamento. Era il 15 dicembre del 2012, un sabato. Era il mercato di Torpignattara, un quartiere popolare di Roma pieno di vita, affollato, multietnico. Per me indissolubilmente legato da allora al ricordo tenero di quel debutto così atteso.

È stato un esordio scoppiettante, la formazione di Vintage di Famiglia mi vedeva in coppia con mia cugina: Daniela e Daniela. Dopo aver creato di tutto con i ritagli di stoffa delle nostre nonne sarte, dopo aver passato un tempo incalcolabile tra mercatini dell’usato, vecchi armadi e negozi retrò, era arrivato il nostro momento vintage. Con noi mia sorella Federica: grande spirito pratico, occhio attento, sorriso accogliente. Abbiamo montato alle 7 proprio su via di Torpignattara mentre il quartiere cominciava pian piano ad animarsi. Stand bianchi, tavolinetti, espositori verticali, piccole sediole da campeggio e un gazebo nuovo di zecca, comprato casualmente in offerta da Brico il giorno prima. La nostra salvezza. Dopo neanche un paio d’ore è arrivata la pioggia. Quella vera. Battente, costante e ostinata, una di quelle che non concede tregua, che non smette fino a quando non fa buio. Ecco, fu un esordio non bagnato ma zuppo.

Eppure andò bene
. Il nostro piccolo spazio ha ospitato tanti clienti, molti uomini hanno comprato per le loro donne, tante signore hanno apprezzato foulard e pochette, in pochi si sono fatti scoraggiare dal tempaccio. La selezione non era ancora troppo accurata ma le borse erano già un fiore all’occhiello. Il mio vero orgoglio. Fu divertente. Il paradosso di noi tre infreddolite, ferme sotto quel gazebo bianco tra abiti, accessori e termos pieni di tè caldo, sotto una pioggia interminabile, ci ha regalato risate e scene comiche, ma anche coraggio e scioltezza. L’emozione e l’acqua furono le protagoniste indiscusse. Non come il diluvio beccato a Tarquinia. Ma questa è un’altra storia.