Vintage Style

A prova di baffo: Barber shop vs Sala da barba

Pubblicato il 18 Agosto 2019 in Vintage Style

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Barbe lunghe e curate, baffi a manubrio e acconciature old style. È da qui che è scoppiata la moda dei “Barber shop”. La tendenza maschile sempre più diffusa a curare aspetto e capigliatura ha dato nuovo e sorprendente vigore alla figura del barbiere. Non solo. Quell’ometto così pulito e metodico in camice bianco, con viso e pettinatura perfettamente in ordine, un pettine nel taschino e mai un pelo fuori posto nel frattempo è diventato un tipo un po’ bohémien, amante del vintage style, un professionista cool di tagli e rasature, proiettato ad essere il capostipite di “nuove” mode da lanciare. Insomma un cultore dei dettagli, ma non solo dei propri clienti. Straccali, pantaloni a scacchi e camicia avvitata sono infatti solo alcuni dei particolari ricorrenti nella nuova e ricercata mise del signore del “Barber shop”.

Eppure “Sala da barba” ha tutto un altro sapore, quell’insegna è così evocativa. Richiama subito alla mente quel piccolo mondo antico tutto maschile dove il tempo scorre lento e ogni cosa è ordinata, precisa, scandita da colpi di forbici e chiacchiere tra uomini. Le facce dei clienti immobili sbucano da grandi teli bianchi pronte ad essere sistemate con cura da mani abili. E intanto aspettano accomodati su poltrone in similpelle schierate davanti un grande specchio rettangolare fisso a parete dove si riflettono grossi pennelli con l’impugnatura in avorio, rasoi a mano, lame e pettini appuntiti. Lì accanto il cavalluccio per i piccoli gira su stesso mentre l’aria profuma di dopobarba e brillantina per capelli. Nella sala le voci dei clienti prendono il sopravvento con chiacchiere indiscrete, commenti politici e sportivi, risate scomposte e spinose questioni di lavoro. Ma il barbiere resta il re indiscusso, perché anche amico, confidente, artista. L’unico cui può essere confessato e affidato, in gran segreto, quel lato un po’ vanesio.